la SPIRULINA, non è una microalga

di Roberta Lamera Ι pubblicato il 25 marzo 2024

La Spirulina viene ancora oggi definita da molti, una microalga, ma non è corretto. Sono già più di vent’anni, esattamente dal 2003, che la Spirulina platensis è stata classificata da Thomas Cavalier come un Cianobattere.

Cosa sono i cianobatteri e in cosa differiscono dalle microalghe?

Spirulina vista al microscopio dove è visibile la sua caratteristica forma a spirale

La Spirulina è un organismo “microscoscopico” che cresce nell’acqua, il termine   “micro”  non è uno scherzo, questo  super food ha dimensioni che variano da 2 a 8 micron, che è circa la stessa dimensione di una cellula del sangue umano.  

La Spirulina il cui nome corretto sarebbe   “Arthrospira Platensis” è appunto il procariote fotosintetico (cianobattere) più coltivato poiché la sua biomassa è ampiamente utilizzata sia come: 

  • alimento salutare (super food), che come
  • materia prima della ficocianina, un pigmento blu naturale di grado food.

Microalghe → Cianobatteri

A seguito della classificazione  di Thomas Cavalier del 2003, il termine alga sarebbe da usare solo per gli organismi che presentano un nucleo racchiuso in una membrana, e da plastidi legati in una o più membrane. In altre parole le alghe sono organismi Eucarioti (mono o pluricellulari), mentre la Spirulina è un Procariota (manca di un nucleo strutturato ed è privo di sistema endomembranoso) quindi, come tutte le Cyanophyceae rientra nella categoria dei Cianobatteri. 

La Differenza tra Microalghe e Cianobatteri è una questione di Struttura!

I Cianobatteri sono un gruppo di batteri procarioti, quindi non hanno un nucleo ben differenziato (così come tutti i batteri), mentre le microalghe sono piccoli organismi eucarioti simili  a piante.

 

Conosciamo meglio i Cianobatteri

Le primordiali cellule fotosintetiche

Tre miliardi di anni fa, immerse in un’atmosfera di gas irrespirabili, alcune microsfere fotosintetiche, i cianobatteri, iniziarono una lenta ma inesorabile opera di trasformazione.

L’ossigeno, occupava allora meno dell’1% dell’atmosfera, ma i cianobatteri con un processo instancabile (la fotosintesi clorofilliana),  che continua tuttora, trasformarono i gas in aria respirabile, gettando le basi per l’evoluzione delle forme di vita più complesse.

La teoria dell’Endosimbiosi

Secondo questa teoria, le prime cellule eucariotiche dovevano essere molto più semplici e prive della complessità strutturale e funzionale che vediamo oggi; in altre parole, assomigliavano di più ai procarioti. Sempre secondo questa teoria, i mitocondri o i cloroplasti delle cellule si sarebbero formati grazie all’unione di cellule semplici con batteri simbionti (cianobatteri), capaci di svolgere alcune funzioni strategiche da soli, come ad esempio estrarre energia dai composti organici attraverso la respirazione aerobica. Sembra che questa funzione non fosse presente nelle cellule eucariotiche “primitive”, ma che sia stata acquisita più di 1,2 miliardi di anni fa, dopo aver inglobato i cianobatteri provvisti di plastidi e aver stabilito con loro una collaborazione.

Probabilmente non tutti i batteri resistettero alla digestione messa in atto dalle cellule che li avevano inglobati, ma quelli che sopravvissero godettero dei vantaggi di vivere in un ambiente protetto e ricco di nutrienti (l’interno della cellula). Lo scopo di questa particolare interazione era per entrambe le specie coinvolte, quello di ottenere vantaggi in termini di sopravvivenza. 

L’evoluzione della composizione atmosferica, cioè l’aumento significativo di ossigeno, creò un ambiente favorevole per le cellule, che proprio grazie alla presenza dei cianobatteri, divennero in grado di catturare e convertire l’energia luminosa. I cianobatteri, a loro volta, trovaroro un notevole vantaggio con l’accesso alle sostanze nutritive prodotte dalla cellula ospite. Fu proprio questa simbiosi che portò nel tempo, i batteri a diventare dipendenti dalla cellula ospitante fornendo in cambio un surplus di energia attraverso i processi di produzione di ATP legati alla respirazione.

Un grosso vantaggio evolutivo per entrambi.

Analogamente, l’introduzione di un batterio fototrofo ossigenico conferì le proprietà fotosintetiche alla primitiva cellula eucariotica che ne era inizialmente sprovvista.

Questa teoria venne ulteriormente supportata da importanti conferme sperimentali come:

la presenza di materiale genetico al loro interno, in forme circolari di DNA (tipiche dei procarioti);

la presenza sulle membrane dei ribosomi di tipo procariotico con sequenze di RNA specifiche di alcuni batteri;

il DNA è in grado di auto replicarsi ed essi si dividono indipendentemente dalla cellula;

entrambi sono circondati da due membrane, la più interna delle quali mostra una composizione simile a quella di una membrana cellulare procariotica;

entrambi gli organelli subiscono inibizione delle loro funzioni se trattati con gli stessi antibiotici che inibiscono (in vivo) la funzionalità dei batteri.

Quanto sopra,  spiegherebbe perché i cianobatteri se a livello strutturale sono simili ai batteri (entrambi procarioti), a livello funzionale sono più simili alle alghe (eucariote). I cianobatteri (a differenza dei batteri) ma come le alghe (e le piante superiori) sono organismi fotosintetici.

Contenuti dell'articolo

CATEGORIE ARTICOLI

ROBERTA LAMERA

ROBERTA LAMERA

Da oltre 25 anni lavoro con i colori alimentari e conosco le sfide legate alla colorazione in molteplici applicazioni. Problem Solving e soluzioni efficaci tramite l'utilizzo consapevole del colore.

LinkedIn
Facebook
Twitter

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *